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ciliegio |
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| > varietà Le
trovi da qualsiasi vivaista un tantino specializzato, ti consiglio la
bigarreau burlat che matura a metà maggio, poi la mora
di vignola che matura ai primi di giugno, il durone nero matura a metà giugno e che serve per impollinare le prime due e viene
impollinato dalla mora, la ferrovia no perchè non impollina
le precedenti e comunque matura come il durone nero, decidi dove metterli
prepara le buche concimate con stallatico e uno strato di sabbia, e tra
ottobre e novembre in luna crescenta piantale bagnale e ne riparliamo
in primavera Oltre
a queste cultivar ricorderei, e sopratutto consiglierei, la New
Star poichè poche piante delle suddette cultivar hanno pochissime
possibilità di impollinazione data la scarsa vitalità del polline del
ciliegio e il leggero sfasamento della maturazione dell'androceo e del
gineceo delle due piante che porta ad una scarsa allegagione; di contro
la New Star presenta una produzione di polline nettamente maggiore delle
suddette ed una vitalità del gamete maschile molto lunga. > potatura (vedi anche potatura fruttiferi) Qualcuno sa indicarmi : il periodo migliore per l'operazione.[potatura] [l'autunno] pare invece che sia proprio il momento da evitare, così come quello dell'emissione delle foglie e della fioritura: tutti momenti di dispendio energetico dell'albero. Nel caso autunnale è il tempo in cui la linfa elaborata viene ritirata dalle foglie (cicatrizzandone l'attaccatura e quindi facendole cadere - è anche così che l'albero si pota da solo), con un viaggio dalla periferia al tronco, ai rami e alle radici. Tagliare ora interrompe bruscamente questo processo e non c'è prospettiva che l'albero faccia retromarcia con sufficiente energia per cicatrizzare tagli che sono previsti, in questo caso, importanti. Intervenire a verde si può nei momenti in cui l'albero è in stasi vegetativa (estate, fine giugno - metà luglio grossomodo). Ora attenderei l'inverno, magari verso la fine. Quanto drastica può essere la potatuta per non mettere in pericolo la pianta? Il
ciliegio non "gradisce" potature in genere, ma dovendo... limitale comunque
al massimo nel diametro, con tagli cosiddetti "di ritorno", cioè individuando
un ramo più basso come una prosecuzione abbastanza coerente dello sviluppo
dell'albero e tagliando sopra di esso. Il ramo che diviene la nuova cima
della branca non dovrebbe avere diametro inferiore ad un terzo di quello
tagliato: altrimenti difficilmente l'albero tenderà "a riconoscerlo" come
una "prosecuzione abbastanza coerente"... Non
potare fino a fine inverno (fine gennaio/febbraio), pota pochissimo, prega
moltissimo, perché il ciliegio anche giovane cicatrizza male, figurati
a 30 anni! Ma forse sul ciliegio, che fa tanta fatica a cicatrizzare,
è meglio usare sto mastice. Il taglio sia sempre in diagonale verso il
basso, in modo che non penetri l'acqua della pioggia, i rami che siano
i più piccoli possibili. Potalo in un periodo di bel tempo, quando non
siano previste prossime piogge, perché l'umidità favorisce gli attacchi
dei funghi. Spennellare subito con un anticrittogamico a scopo disinfettante,
diciamo così, e il giorno dopo mettigli sto mastice. Quindi, dopo la potatura,
coccolalo molto, dagli da mangiare (concimalo per via fogliare), fagli
i soliti tre interventi all'anno con ZIRAM, quelli che fanno sempre i
contadini. Il primo ti conviene farlo subito, è proprio adesso il periodo
(quello autunnale si fa quando l'albero da frutto ha perso metà delle
foglie, perché così l'anticrittogamico favorisce la caduta delle restanti
foglie favorendo nel contempo la chiusura immediata, la sigillatura, perdona
il termine che non so neanche se esista, del punto di "stacco" delle foglie,
e quindi impedendo l'accesso ai parassiti). L'altro fallo subito dopo
la potatura, e il terzo si fa alla caduta dei fiori. E ripetili pari pari,
alle stesse cadenze, ogni anno. Credevo che il ciliegio non andasse potato, vorrei solo contenerlo in altezza. infatti
non si pota ma va contenuto, puoi dare la forma a vaso, tre branche che
partono dal tronco...o quella che preferisci so che la bigarreau burlat
matura a metà maggio, la mora vignola matura ai primi di giugno, il durone
nero matura a metà giugno e che serve per impollinare le prime due e viene
impollinato dalla mora; varietà napoleon, i suoi impollinatori sono il
durone di cesena e la grossa di pistoia Ho in giardino un ciliegio appena piantato. E' un astone centrale alto circa 2.00 m da terra con un piccolo ramo a circa 100 cm da terra. So che probabilmente dovrei potare l'asta centrale ad una certa altezza per stimolare la formazione del primo palco di rami.... A che altezza taglio e come....? Il cicliegio sta già buttando germogli in particolare sulla cima Dipende
da come vuoi configurare il tuo futuro albero! Preferisci basso, alto
... ?? La pianta è solitaria in ampi spazi oppure vicina ad altri alberi?
Se è sola puoi impalcarlo alto 1.70/80 cm., diverrà un maestoso albero
solitario, se e in spazi limitati, ti conviene un taglio a 100 120 cm.
Naturalmente, più è alto e più difficoltosa sarà la raccolta dei frutti,
almeno per le persone > malattie una specie di gelatina marrone/rossastra che poi indurisce. durante questo umido inverno (in provincia di Lodi) la gelatina si è rammollita ed il nodo sottostante ha un brutto aspetto. qualcuno di voi ha una spiegazione al fenomeno? può essere stato causato da una ferita praticata accidentalmente, esce la linfa che è molto resinosa non vedo nulla di strano, durante la bella stagione le foglie erano splendide e non aveva nessun parassita evidente o macchie strane attenta agli afidi che arriveranno presto in primavera, qui nel lodigiano come sai sono 4 mesi che piove e non se ne può più, userai sapone di marsiglia per gli afidi l'unica cosa è che non ha ancora portato frutti a maturazione. durante la primavera ha portato una trentina di fiori, diventati poi frutti per circa la metà e caduti ancora bambini. forse concimo poco? il
ciliegio è autosterile, i fiori non si autoimpollinano, quindi se in giro
non ci sono ciliegi compatibili non avviene la fecondazione dei fiori,
niente ciliegie, se poi mancano le api e gli altri impollinatori, pronubi,
niente ciliegie ancora, e se poi gela o piove in fioritura niente... In
effetti la gommosi è un sistema di difesa della pianta da traumi di origine
patologica dovuta batteri, funghi soprattutto ed insetti tipo rodilegno
e/o scolitidi, ma questi ultimi provocano un innumerevole fuoriuscita
di gomma in piccoli riccioletti, cmq io penso nulla di così grave da compromettere
la pianta. Al limite fai un trattamento di poltiglia bordolese ammessa
anche nell'agricoltura biologica, ma secondo me vedo l'estrema utilità,
almeno da me è difficile trovare una pianta di ciliegio che non abbia
come minimo una grossa goccia di gomma (io quando ero piccolo lo raccoglievo
e lo scioglievo per farne una colla) che tra l'altro si può essere formata
anche in seguito alla crescita del ciliegio che provoca spaccature alla
corteccia. > fruttificazione Se
fa i fiori, può essere che non trovi da impollinarsi. Procurati
una-due fronde fiorite da un altro ciliegio, appendi fra i rami del tuo
un secchiello d'acqua dove terrai quei ramoscelli finchè campano.
Provato quest'anno... Funziona. Pianta un altro ciliegio nei pressi o
fallo piantare al tuo vicino |
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