clematide (clematis)
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mi hanno regalato una giovanissima clematis (3 rami) che ho invasato circa un mese fa. Il problema è che uno dei tre rami è decisamente sofferente, le foglie sono stanche e molli, mentre gli altri rami non presentano questo problema.

Se non noti danneggiamenti del ramo e se l'appassimento è stato improvviso, proprio da un giorno all'altro, potrebbe essere wilt ("seccume della clematide"). Attenzione, se è così si tratta di una malattia letale per la clematide. E' causata da un fungo (pare) e l'unico rimedio è quello di tagliare subito il ramo malato, e bruciarlo. Volendo si può somministrare un fungicida sistemico, ma il ramo non si riprenderà più. Questa malattia colpisce principalmente gli ibridi a grande fiore.

E' una Madame Le Coultrè a grandi fiori bianchi. Il resto della pianta non ha assolutamente segni di sofferenza, tant'è che alla base sono nati 2 nuovi rami che sembrano crescere a vista d'occhio.

Il "seccume" colpisce proprio in questo modo. La tua Clematis poi è un ibrido a grande fiore, e sono proprio quelli più colpiti. Improvvisamente, proprio nel momento di massimo turgore, quando la pianta è in boccio, si "ammosciano" uno o più rami, mentre il resto rimane vitale. Io ti consiglio di tagliare subito il ramo malato, anche fino alla base, se occorre. Come ti ho detto, eventualmente puoi dare un fungicida sistemico, ma il taglio è l'unica soluzione se vuoi salvare la pianta. Molto positivo è il fatto che stiano nascendo dalla base nuovi germogli; per facilitarne l'emissione, e quindi per riparare i danni causati dal "seccume", gli esperti consigliano di piantare le Clematidi con il colletto sotto il livello del terreno di circa 10 cm. in modo che un paio di nodi rimangano interrati. Un'altra cosa: cerca di evitare di pacciamare con corteccie, che potrebbero ospitare insetti parassiti, ma scegli magari ghiaia, cocci, oppure altre piante, con apparato radicale limitato.
[Sosò - 30 04 2001]

Al di la' dell'agente eziologico specifico potrebbe trattarsi di una tracheomicosi, ossia di un fungo (verosimilmente ma puo' essere anche un batterio) che ostruisce con le proprie ife i vasi xilematici, ossia quelli deputati al trasporto dalle radici al resto della pianta di acqua e sali minerali. Caratteristica di questa malattia e' proprio il repentino avvizzimento (afflosciamento) della pianta o di una sola parte di essa senza che peraltro presenti altri sintomi specifici. In alcuni casi tagliando il ramo colpito si puo' vedere una caratteristica colorazione brunastra o bluastra del legno interno, ossia si possono vedere prorpio i parassiti che hanno colpito la pianta. Purtroppo non esiste una cura veramente efficace, i prodotti sistemici non danno grossi risultati, vanno comunque utilizzati, si deve provare a togliere tutta la parte colpita eliminandola prontamente, e a disinfettare gli attrezzi utilizzati per scongiurare una possibile propagazione dell'infezione.
[Andrea R. - 30 04 2001]

Da qualche parte avevo letto di provare a cospargere e/o interrare al piede, della carbonella o meglio del carbone vegetale. Serve oppure e' un'informazione poco attendibile?

Anche io ho letto qualcosa del genere, (cenere di legna interrata all'impianto), ma lo consigliavano per prevenire, per quanto possibile, un'altra delle malattie letali delle Clematidi, il "marciume radicale". Non ho avuto altre conferme sull'efficacia, ma... male non fa. (Io, per le mie, l'ho fatto).
[Sosò - 02 05 2001]

Da Edagricole, copio, in merito alla Clematis Wilt: essa colpisce in particolare gli ibridi a grande fiore ed in particolare le giovani piante nella fase in cui crescono velocemente. Nel giro di una notte una o più parti della clematide appassiscono completamente come se fossero state staccate dal resto della pianta. Questa parte appassita non si riprenderà più e deve essere staccata e bruciata. La parte che rimane e tutto il terreno circostante devono essere abbondantemente spruzzate con un fungicida sistemico. A volte la pianta rigetta dalla parte sottostante il taglio, altre muore del tutto. Questo il motivo per cui si suggerisce di interrare due nodi, atti a rigettare dopo il taglio. La colpa della malattia è di un fungo chiamato Phoma clematidina.
[elleboro - 03 05 2001]

 
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