Piccola guida per difendere le nostre piante dai parassiti più comuni
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Avversità del Pesco (Prunus persica)

Malattie fungine

Pe.b1 - Bolla del Pesco (Taphrina deformans)

E' la malattia più importante del Pesco per i danni irreversibili che arreca alle foglie che, dopo lo sviluppo del fungo su di esse, seccano e cadono a terra impoverendo o azzerando la produzione dell'anno e, spesso, riducendo anche quella dell'anno successivo per i danni che subisce indirettamente il legno se non vengono effettuati tempestivi trattamenti.

Attacco massiccio di Bolla e deformazioni conseguenti

La malattia si manifesta al momento in cui germogliano le prime foglioline ed anche successivamente se l'andamento stagionale è favorevole allo sviluppo fungino; le foglie attaccate si riconoscono per le loro caratteristiche deformazioni bollose e per la colorazione anomala tendente al giallo o al rosso, come illustrato nelle immagini a lato.


Deformazioni e colorazione giallastra della superficie fogliare

Succede spesso che le deformazioni fogliari della Bolla vengano confuse con attacchi di afidi che possono provocare deformazioni fogliari molto simili, ma nel caso della bolla la foglia oltre che deformata diventa carnosa al tatto e croccante- fragile. Inoltre l'attacco di afidi è riconoscibile dalla presenza, sulla pagina inferiore, degli afidi stessi.

Pe.b2 - Trattamenti
Se si vuole ottenere una protezione totale dalla Bolla del Pesco è importante effettuare due trattamenti “sul legno” cioè a pianta spoglia ed esattamente alla caduta delle foglie in inverno ed al rigonfiamento delle gemme che di solito corrisponde al mese di febbraio; questi due trattamenti vanno eseguiti a dose doppia, come del resto è riportato sulle confezioni dei prodotti da impiegare.

Chi dimenticasse di effettuare questi trattamenti e si accorge di un attacco in atto all'uscita delle prime foglie, può intervenire sulla vegetazione, a dose normale, con trattamenti ripetuti ogni 10-15 giorni fino alla scomparsa completa della malattia.


Colorazione rossa, a volte intensamente rossa,
delle foglie di Pesco colpite da Bolla

C'è chi consiglia anche altri trattamenti per perfezionare la lotta, tuttavia si ha motivo di ritenere che con i due trattamenti suggeriti si ottenga sempre un ottimo risultato; occorre solamente tenere presente che se sul trattamento appena effettuato ci piove sarà necessario ripeterlo a brevissima scadenza. La pioggia può dilavare un trattamento che non si sia ancora completamente asciugato sulla vegetazione; se trascorrono almeno 24 ore dal trattamento alla pioggia si può considerare il trattamento valido, perché ha avuto il tempo di asciugare.

Pe.b3 - Prodotti
Sono principi attivi di vecchia data ma, per fortuna, sempre validi; il primo di tutti è lo Ziram, segue il TMTD (o Thiram), ambedue egualmente validi nella prevenzione, il secondo forse è più pronto nel caso si debba intervenire su malattia in atto. Alcuni autori citano anche la Dodina che qui ci permettiamo di sconsigliare perché alle basse temperature invernali può danneggiare il legno, ma soprattutto perché sul pesco e su altre drupacee è fitotossica! ( M. Muccinelli – Prontuario dei Fitofarmaci – Edagricole 1987 – pag. 87 )

 

Attacco di Oidio su foglie e rametti

Attacco di Oidio su frutticino

Pe.o1- Oidio del Pesco (Sphaerotheca pannosa)

L'Oidio di solito colpisce nei mesi caldi quindi per certe varietà precoci gli attacchi si verificano sulle foglie dopo la produzione, di conseguenza molto spesso vengono trascurati ai fini della difesa.

Per le varietà tardive ed in modo particolare per le nettarine il problema invece è di notevole importanza poiché colpisce anche il frutticino in fase di crescita con danni e deturpazioni molto evidenti.

Questa malattia si manifesta con la comparsa di macchie più o meno tondeggianti di muffa biancastra, su ambedue le pagine fogliari e sul frutto e si riconosce anche dall'odore caratteristico che emana.

Su varietà sensibili gli attacchi possono interessare anche i rametti; se non si tratta si verifica una considerevole riduzione degli internodi e si va incontro alla costruzione di un legno non sufficientemente robusto a reggere i freddi invernali, la vegetazione e la produzione dell'annata successiva.

Pe.o2 - Trattamenti
Vanno effettuati all'inizio dell'estate o anche prima se il caldo si manifesta anticipatamente e ripetuti almeno 2-3 volte nella stagione estiva.

Pe.o3 - Prodotti
Trattare con Zolfo in polvere o Zolfo bagnabile (attenzione non Zolfo colloidale perché con le alte temperature causa ustioni, a volte più gravi della malattia stessa). Per chi non si fa problemi ad utilizzare prodotti di sintesi va benissimo il Myclobutanil (Systane) che offre la possibilità di stroncare immediatamente la malattia, ed ha solamente 7 giorni di carenza. Ricordarsi che, anche se i prodotti di sintesi hanno un ottimo potere eradicante, trattando con malattia già presente, è opportuno effettuare un secondo intervento a distanza di 15 gg.

 


Attacco di Afidi ed accartocciamento a “sigaretta” delle foglie

Danni da insetti

Pe.a1 - Afide verde del Pesco (Myzus persicae) e Afide farinoso del Pesco (Hyalopterus amygdali)

Gli attacchi di afidi deturpano le foglie come e quanto la Bolla, e anche se non ne causano la caduta precoce la loro funzionalità viene sminuita di molto se non addirittura azzerata quando l'attacco è massiccio. Per il Myzus p. il primo attacco si verifica di solito a marzo, sulle prime foglie, ad opera delle “fondatrici”, nate dalle uova svernanti sul legno alla base delle gemme; questo primo attacco di solito non si nota perché gli individui sono in numero limitato, ma trattandosi di femmine partenogenetiche in poco tempo depongono migliaia di uova e le larve sviluppatesi colonizzano le foglie. Lo Hyalopterus a. (anch'esso sverna allo stadio di uovo sulla pianta stessa) si avvale invece di una prima generazione di femmine alate, anch'esse partenogenetiche, anch'esse ad inizio primavera, che hanno il compito di diffondere l'attacco.

Pe.a2 - Trattamenti
La difesa contro gli afidi può essere effettuata al momento della comparsa delle prime femmine o comunque prima che un attacco massiccio provochi il completo accartocciamento delle foglie: in questo momento è molto facile raggiungere gli insetti con un semplice prodotto che agisca per contatto; se si oltrepassa questo stadio è allora necessario intervenite con prodotti più sofisticati sistemici o translaminari per poter raggiungere gli afidi all'interno delle foglie accartocciate.

Colonia di Afidi sulla pagina inferiore di una foglia e conseguente deformazione

Fare attenzione che gli afidi hanno alleati validi ed operosi: le formiche! Esse “coltivano” con cura le colonie di afidi per il fatto che gli escrementi di questi ultimi sono altamente zuccherini e le formiche sono ghiotte di zuccheri. Ne consegue che, nel caso si voglia utilizzare un prodotto a bassa persistenza contro gli afidi, nei giorni immediatamente successivi al trattamento le formiche provvederanno a ricostituire le colonie con larve giovani per rimpiazzare quelle “defunte”.

È quindi importante in caso di attacco di afidi con formiche già presenti, cospargere la base del tronco della pianta di un prodotto insetticida in polvere, specifico per formiche, che impedisca loro il transito.

Abbiamo detto che il ciclo biologico degli afidi prevede la presenza sulla pianta di uova svernanti: con un buon trattamento sul legno da effettuare “a gemma ferma” è possibile devitalizzare una notevole percentuale di queste uova quindi ridurre notevolmente le future infestazioni; da notare che questo tipo di trattamento è anche molto utile contro la Cocciniglia.

Pe.a3 - Prodotti
I trattamenti possono essere effettuati con una infinità di prodotti insetticidi, citiamo il Piretro naturale, il meno tossico di tutti (va dato di sera perché è fotolabile); i Piretroidi (o Piretrinoidi) prodotti di sintesi derivati dalla molecola del Piretro in cui è stata migliorata la persistenza; il Confidor per il suo potere sistemico quindi in grado di raggiungere gli insetti anche se sono all'interno delle foglie accartocciate, come pure i prodotti translaminari come in Pirimicarb; il Malathion ed il Parathion prodotti antichi ma pur sempre efficaci, anche se per gli hobbisti sarà quasi impossibile acquistarli se non sono dotati di tesserino.

Il trattamento invernale sul legno deve essere effettuato con Olio bianco, attivandolo possibilmente con uno dei prodotti appena citati.

Tipico profilo di un Afide, è sempre dotato di sei zampe

Esemplare di femmina alata di Afide
 


La ragnatela del Ragno Rosso che avvolge i giovani germogli


Tipico profilo di un Ragno Rosso, è sempre dotato di otto zampe

Pe.r1 - Ragno rosso (Panonychus ulmi e Tetranychus urticae)

Fra i parassiti animali delle piante coltivate - e non - è il più temibile perché è piccolissimo e vive sulla pagina inferiore delle foglie quindi di solito è poco visibile anche ad occhi esperti; si rende visibile solamente per i sintomi che manifesta sulle piante colpite e per i danni che provoca, ma a quel punto purtroppo è tardi.

Si tratta di un acaro lungo mezzo millimetro al suo pieno sviluppo, di colore rosso mattone oppure rosa carico con due macchie rosse sull'addome; è facile distinguerlo da altri tipi di insetti poiché gli acari hanno otto zampe.

Come abbiamo già detto è un insetto piccolissimo difficile da vedere ad occhio nudo, ma diventa abbastanza facile individuarlo e riconoscerlo se si ha la possibilità di utilizzare un contafili (è una lente a 10 ingrandimenti che costa pochi Euro ed è molto utile in questi ed altri frangenti).

Il T. urticae sverna sotto forma di femmina fecondata che, al rialzo delle temperature, depone le uova sulla giovane vegetazione ed arriva a compiere 8-10 generazioni nell'arco dell'anno; il P. ulmi invece sverna allo stadio di uovo; in ambedue i casi lo svernamento avviene fra le screpolature della corteccia delle piante.

Le foglie intensamente colpite dal Ragno Rosso perdono la lucentezza della pagina superiore, si decolorano ed assumono tonalità bronzee o giallo-argentee molto caratteristiche, con successiva caduta delle foglie. Con i caldi estivi, quando gli attacchi sono più massicci e lo sviluppo del Ragno è più veloce, la defogliazione delle piante può anche essere totale.

A meno che non ci sia una valida presenza di Coccinelle (Coccinella septempunctata) o altri coccinellidi che, sia allo stadio di larva che anche da adulti, sono avidi divoratori di Afidi e Ragni rossi, è necessario trattare ripetutamente per liberare la pianta dal parassita.

Pe.r2 - Trattamenti
Dopo anni di forsennata lotta con insetticidi ad ampio spettro d'azione ci si è resi conto che, chi conduceva una giusta lotta contro diversi tipi di parassiti animali, usava prodotti che per le loro caratteristiche avevano il potere di distruggere anche i predatori; con un ripensamento della lotta antiparassitaria si è capito che la difesa condotta in collaborazione con i predatori è meno costosa ed il risultato finale è a vantaggio delle piante e della nostra salute.

Caratteristico colore “bronzato” di una foglia colpita da Ragno Rosso.


Adulto di Coccinella septempunctata


Larva di Coccinella septempunctata

Pertanto, in considerazione del fatto che le forme ibernanti trascorrono l'inverno nelle screpolature del tronco, il trattamento invernale sul legno assume ancora maggiore importanza perché possiamo decimare molti dei parassiti che in primavera o in estate aggrediranno le nostre piante. Riducendo in tal modo la popolazione potenzialmente infestante lasciamo alimento sufficiente ai predatori ma in misura tale che non avranno difficoltà alcuna a tenere sotto controllo i parassiti.

Nell'ipotesi che si scoprano sintomi e presenza di Ragno Rosso sulla vegetazione è importante trattare immediatamente con prodotti specifici acaricidi.

Pe.r3 - Prodotti
Il trattamento invernale insetticida per eccellenza, come abbiamo già detto a proposito degli afidi, è l'olio bianco, possibilmente attivato con un buon insetticida tipo Parathion o Malathion.

I trattamenti in stagione, se saranno necessari andranno effettuati con acaricidi che combattano sia gli adulti di Ragno Rosso sia le larve e le uova (non a caso si può sentire parlare di p.a. adulticidi oppure ovo-larvicidi). Un p.a. che riunisce ambedue le caratteristiche è il Benzoximate e non ha controindicazione alcuna in fatto di fitotossicità; esiste poi una formulazione che è una miscela di due p.a. e cioè il Kelthane o Dicofol che ha una spiccata azione adulticida ed il Tedion o Tetradifon che è efficacissimo contro uova e larve, attenzione perché è fitotossico su Melanzana.

Pe.c1 - Cocciniglia bianca (Diaspis pentagona) e Cocciniglia di S.Josè (Aspidiotus perniciosus)

Si tratta di insetti “stanziali” nel senso che le larve (neanidi), appena nate, si allontanano dalla madre quel tanto che basta per trovare un posto libero dove fissarsi con il loro organo di suzione e lì, la femmina, dopo essersi ricoperta di uno scudetto protettivo, rimane per tutto il suo ciclo vitale.

Solitamente sulle piante curate con una discreta attenzione è difficile che la Cocciniglia si installi in maniera massiccia e pericolosa per la pianta. Può succedere che chi si trova ad avere cura di un frutteto trascurato per parecchio tempo, scopra che il legno delle piante è completamente ricoperto dalla Cocciniglia; in quel caso è necessario intervenire drasticamente poiché una folta popolazione di questi insetti porta ad un notevole deperimento delle piante fino al disseccamento delle stesse.

Pe.c2 - Trattamenti
Un trattamento invernale è più che sufficiente per proteggere le piante dall'attacco della Cocciniglia in condizioni normali. In caso di piante trascurate può essere necessario effettuare due trattamenti sul legno a distanza di 15 giorni (il primo ammorbidisce lo scudetto protettivo di cera, il secondo uccide l'insetto); tuttavia quando l'infestazione è massiccia non sono sufficienti i trattamenti invernali ed allora è necessario intervenire con un trattamento apposito nel mese di maggio per colpire le neanidi appena nate e quindi nel momento di maggiore vulnerabilità.

Pe.c3 - Prodotti
Olio bianco a dose massima per i trattamenti sul legno (2 Kg/hl) attivato con insetticidi, e per il trattamento di maggio dose più leggera di olio bianco sempre addizionato con un insetticida come detto in precedenza.

Considerazioni accessorie
Con i trattamenti invernali esiste un problema per chi sotto le piante da frutto, per abitudine o necessità di spazio, usa piantare insalate, bietole, sedani, spinaci o quant'altro possa avere un ciclo invernale utile per la cucina famigliare; fare dei trattamenti alle piante da frutto con prodotti tossici senza avvelenare ciò che vi è sotto non è facile; molti usano un accorgimento tanto semplice quanto pratico: coprire le verdure con un foglio di polietilene trasparente per il tempo sufficiente a che il trattamento si asciughi, ed il gioco è fatto. Tuttavia è sempre buona norma prudenziale lavare in acqua corrente quelle verdure prima del loro utilizzo.

 
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