Piccola guida per difendere le nostre piante dai parassiti più comuni
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Avversità delle altre drupacee: Albicocco (Prunus armeniaca)
Susino (Prunus domestica)
Ciliegio (Prunus avium)

Malattie fungine

Ci.b1 - Bolla del Ciliegio (Taphrina cerasi) e del Susino (Taphrina pruni)

Specie congeneri alla Bolla del Pesco che attaccano sporadicamente le specie citate ma i danni procurati alle piante colpite, prevalentemente sul frutto, sono decisamente meno incisivi ed importanti di quanto invece siano i danni provocati al Pesco.

Ci.b2 - Trattamenti
Nel momento in cui si effettuano i trattamenti “sul legno” al Pesco può essere utile trattare anche Susino e Ciliegio per scongiurare anche piccoli attacchi.

Ci.b3 - Prodotti
Trattamenti con Ziram oppure TMTD(Thiram) con le stesse modalità e dosi già descritte per il Pesco.

Al.o1 - Oidio dell'Albicocco (Sphaerotheca pannosa)

Anche sull'Albicocco l'Oidio colpisce nei mesi caldi quindi quando la produzione è “passata”; in generale c'è la tendenza ad ignorare questi attacchi che, tuttavia, quando sono massicci, danneggiano irrimediabilmente le foglie provocando, di riflesso, danni al legno che resta indebolito sia nella sua resistenza ai freddi invernali sia nella “costruzione” di gemme a fiore per l'anno successivo.

Al.o2 - Trattamenti
Il primo trattamento va effettuato con i primi caldi, quindi subito dopo la raccolta; trattare altre 2-3 volte nell'arco dell'estate. Chi ha anche piante di Vite può approfittare delle solforazioni periodiche fatte alla Vite per trattare anche l'Albicocco.

Al.o3 - Prodotti
Trattamenti con Zolfo in polvere oppure con Zolfo bagnabile in sospensione acquosa. Per chi ama soluzioni drastiche e veloci può utilizzare il Myclobutanil (Systane) prodotto di sintesi in grado di stroncare immediatamente la malattia.

 


Un attacco di afide farinoso su getti molto giovani

Danni da insetti

Su.a1 - Afide farinoso del Susino (Hyalopterus pruni)

Questo afide è la vera disperazione dei coltivatori di Susini perché, protetto da uno strato ceroso non è possibile combatterlo validamente con prodotti che agiscano per contatto, di conseguenza è necessario ricorrere a prodotti sistemici ed il risultato non è mai totale poiché le generazioni di questa specie di Afide si accavallano durante tutta la bella stagione quindi trattando ed uccidendo gli adulti, le uova non vengono danneggiate e di lì a pochi giorni schiudono in un ciclo continuo veramente infernale.

Su.a2 - Trattamenti
Contro questo insetto è importante trattare all'apparire dei primi adulti in modo da non permettere l'accavallarsi delle generazioni, e per evitare l'accartocciamento fogliare che poi impedisce di ottenere validi risultati.

Su.a3 - Prodotti
In questo caso il Confidor è veramente necessario e dà risultati più che soddisfacenti.

Ci.a1 - Afide nero del Ciliegio (Myzus cerasi)

Può colpire il ciliegio dolce e, forse di più, quello acido (Amarena); gli attacchi precoci di questo afide vanno a danno della giovane vegetazione che viene sensibilmente raccorciata negli internodi, ma soprattutto sono gli attacchi ai corimbi fiorali che fanno i maggiori danni perché impediscono lo sviluppo del frutto oppure uno sviluppo deforme.

Ci.a2 - Trattamenti
La lotta contro questo afide è abbastanza facile perché è sensibile ad alcuni p.a. poco tossici se si interviene prima del completo accartocciamento delle foglie.

Ci.a3 - Prodotti
L'estratto di Piretro è in grado di uccidere questo afide, magari ripetendo il trattamento a breve, oppure intervenendo con carbammati azotorganici come il Pirimicarb dalla spiccata azione translaminare.


Adulto di Mosca delle Ciliegie
[foto INRA (F)]
 


Frutto prossimo alla maturazione con zona necrotica dovuta alla presenza della larva
[foto INRA (F)]

Ci.m1 - Mosca delle Ciliegie (Rhagoletis cerasi) e Mosca della frutta (Ceratitis capitata)

Si tratta di un Dittero quindi di una vera e propria mosca che sverna nel terreno allo stato di pupa, a giugno nasce l'adulto che, dopo l'accoppiamento, punge i frutticini al momento dell'invaiatura deponendo sotto la buccia 1 uovo; un adulto di Mosca può deporre 50-60 uova ed anche più, quindi il danno è potenzialmente notevole perché i frutti “abitati” dalle larve sono immangiabili.

I danni da mosca possono verificarsi sul Susino e sull'Albicocco (C. capitata) ma i danni maggiori si possono avere sul Ciliegio (Rh. Cerasi) dove a volte l'attacco può interessare fino al 50% del frutto. Le varietà precoci e quelle acide sono meno colpite dalla mosca, mente l'incidenza può essere notevole sulle varietà medie e tardive.

Ci.m2 - Trattamenti
La lotta contro questa mosca ha molte similitudini con la lotta alla mosca dell'Ulivo: è necessario trattare il frutto prossimo all'invaiatura con prodotti che uccidano l'uovo o la larva non appena inizia a svilupparsi all'interno del frutto. Tuttavia, mentre nel caso delle Olive, possono trascorrere anche tre mesi e più dall'invaiatura al raccolto, nel caso del Ciliegio trascorrono, si e no, 15 giorni.

Ne consegue che molti ricorrono a particolari trattamenti sempre con prodotti chimici ma studiati in modo da non avvelenare il frutto; lo stratagemma è questo: trattare la parte bassa del tronco con esche proteiche avvelenandole opportunamente in modo che l'insetto, attratto dall'esca, appena si posa sulla superficie rimane intossicato e muore.

Ci.m3 - Prodotti
Trattamenti: il primo cui si è accennato utilizza il Dimetoato; il secondo usa le esche attrattive attivate con lo stesso Dimetoato oppure con Deltametrina, decisamente più facile da utilizzare per l'hobbista. Esiste ancora un altro sistema di lotta senza trattamenti che consiste nell'appendere alla pianta delle trappole cromoattrattive poco prima dell'invaiatura; si tratta di pannelli di materiale plastico colorati intensamente e spalmati di una sostanza vischiosa: il colore attrae le mosche, il vischio le intrappola prima che facciano danni. Tale metodo non dà risultati totali ma ha indubbi vantaggi.


Femmina di Mosca della frutta nell'atto di deporre le uova.

 

Larve di Mosca della frutta “al lavoro” all'interno di un'Albicocca.
 
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