| I giardini orientali | |
|
I giardini zen: appunti da una conversazione |
|
| [N.B.: il tono a volte colloquiale del testo e' dovuto al fatto che il contenuto è frutto di una discussione intavolata su it.hobby.giardinaggio nel mese di gennaio 2001. Contributi di Andrea, Calaf, Gimmi.] Introduzione Esistono i giardini zen, quelli con le pietre tanto per capire e i giardini giapponesi. I primi hanno sabbia e pietre e bon, finita li. I secondi hanno acqua, pietre, piante e annessi e connessi. Alcuni principi fondamentali sono comuni, pochini invero. Il principio zen è quello di curarli.
Genesi [Gimmi] ho letto e riletto qualcosa su uno dei piu' noti
e celebrati giardini Zen, il Ryoan-Ji di Kyoto [vedi immagine a lato].
Secondo alcuni studiosi, delle attuali rocce non esiste menzione fino
a due secoli dopo che il giardino fu progettato. Quindi il giardino originale
sembra essere stato di ciliegi, di cui restano ancora visibili i resti
di un tronco in uno degli angoli del giardino. Forse in origine non c'erano
differenze tra giardino sacro e giardino privato, poi il primo si e' progressivamente
depurato fino ad assumere l'aspetto metaforico attuale? oppure ai due
tipi di giardino corrispondevano fin dalle origini, scelte formali e spaziali
completamente diverse? E come mai p.es. nel plurifotografato tempio di
Tenjuan a Kyoto, coesistono ghiaino e pattern di muschio?
Divisione storica dei giardini: L'epoca della nascita di questi giardini è verso la metà/fine dell'era Ashikaga o Nonbokucho-Muromachi (1333-1537). Il Ryoanji è di quel periodo e dovrebbe rappresentare una tigre che con i suoi cuccioli attraversa un guado, in omaggio ad una leggenda cinese. L'unico vegetale in questo giardino è il muschio che ricopre le rocce. Ma è un raro esempio i giardini per lo più sono di ispirazione cinese e dunque hanno acqua, alberi ecc, coevo ad esempio è il Tenrynji che ha un grosso lago. In quel periodo nasce la cerimonia del te ed ha inzio il distacco del bonsai vero e proprio dal bonkei, se vedi dei dipinti dell'epoca noti sempre bonkei e non bonsai. Rapporto giardini zen / giardini giapponesi Riguardo i giardini che si trovano in giro per il Giappone
spesso sono una via di mezzo delle due cose e sono moderni, spesso di
alberghi. Riguardo se è o non è zen mi pare cosa di poco conto, loro non
li chiamano giardini zen ma giardini. Rapporto con l'edificio Questi tipi di giardino, come gli altri, non sono fatti per essere esposti all'ammirazione dei passanti ma per goderseli al massimo con gli amici, per cui sono isolati dal mondo esterno, i giardini di pietre si trovano nei cortili interni e sono circondati almeno in parte da un portico rialzato rispetto al piano. Sono a pianta rettangolare per le questioni di visibilità di cui sotto. Se il giardino zen fosse all'interno della casa, non sarebbe in contatto con la natura, ti pare. Le pietre Le pietre nel giardino zen hanno la funzione di isole,
intese anche metaforicamente come isole di pensiero, una cosa fondamentale è il numero, mai pari sia per i gruppi che per i componenti dei singoli
gruppi (non parliamo poi del 4 per i giap porta una sfiga tremenda anche
perché l'ideogramma è uguale a quello di morte). Questo perché tutto quello
che è arte giapponese rifugge dalla simmetricità e ne converrai che se
tu usi oggetti in numero pari è giocoforza metterli in simmetria. Deve
esserci un equilibrio tra le proporzioni delle pietre e il giardino e
conseguentemente anche del numero delle stesse. Le pietre seguono le regole
dei suiseki e del wabi. Devono giocoforza essere levigate dalla natura,
essere esente da spigoli ecc. le definirei morbide. La ghiaia Le pietre rappresentano isole che emergono dall'acqua, questa
è rappresentata dalla ghiaia. Anche questa deve essere di colore grigio
uniforma con un tonalità differente da quella delle pietre. I colori Il bianco è il colore del lutto nella civiltà giap, aggiungi il discorso che avevo fatto riguardante il rifiuto degli eccessi (a riguardo puoi vedere F. Jullien, Elogio dell'insapore, Raffaello Cortina ed., Milano, 1999) e al wabi e sabi cioè una predilizione per tutto quello che è sfumato e intermedio o neutro dunque il grigio. Spiritualità Certamente da un punto di vista occidentale non sono comprensibili, la nostra e la loro spiritualità sono differenti. C'è da dire che sono stati teorizzati e concepiti in altri tempi, nel Giappone moderno sono incomprensibili alla quasi totalità delle persone, quanto a noi occidentali. Riguardo allo zen bisogna pensare che fondamentalmente è contemplazione o gesto, vedi la calligrafia o certe forme diarti marziali come il tiro con l'arco. Comunque penso che la sensibilità verso il giardinaggio come forma spirituale esiste anche in occidente prova a leggere F. Richaud, Il signor giardiniere, Ponte alle grazie, 1999. Spunti bibliografici - Tanizaki, La storia di Shunkin (shunkinsho) tradotto
anche come La suonatrice di koto Come la maggior parte della letteratura nipponica, ci sono ovunque richiami e passaggi su verde e giardini. - Kazuko Okakura, Lo zen e la cerimonia del te - Amano, Acquari Zen |
|
|
||
|
|