| La vite di Gi |
Testo e immagini di questa pagina © Copyright "Gi", luglio 2004 |
| Innanzitutto, dicendo le cose giuste, questa vite è nata 28 anni fa ed ha subito anche un trasloco. Dunque, correva l'anno 1976, cavolo se correva, allora non me ne rendevo conto, dicono che si saltavano i fossi per la lunga, ma oggi che è lì che ancora corre, con incolonnati dietro tanti suoi fratelli e io che invece comincio ad avere il fiato... Basta, altrimenti mi perdo; ri-dunque, estate del 1976, io al lavoro e mia moglie con bambina e pancione stava al fresco con i suoi genitori in un paesino della Val Seriana, al Mercoledì sera e al Venerdì sera via a raggiungerli. Alloggiavano in un casale/cascina ristrutturata posta proprio in centro a questo paese, ma questo non conta. Conta invece che ci fosse un bel cortile/aia, un ampio prato/orto, che il proprietario si chiamasse, anzi lo chiamassero Begnamo, che detto in italiano è Beniamino, un nome che a me evoca una persona buona quasi "troppo", non so se mi spiego... Infatti, parenti e non solo ne approfittavano in tutti i modi, uova o addirittura galline chieste, avute e non pagate, così come formaggi ecc. Sta di fatto che abitava in questa casa, alta due piani, ma due piani di una volta, che oggi ne varrebbero quasi cinque, diciamo circa 12/13 metri sino alla soletta del tetto. A questa casa era abbarbicata una vite, che saliva sino al tetto e ad ogni piano si allargava per tutta la lunghezza sino a coprire quasi per intero la casa; ricordo che nessuno, ne mio suocero che andava in quel posto da una ventina d'anni ne il Begnamo, proprietario, sapevano da quanti anni ci fosse stata quella vite. Ora gli do' un taglio. Ho dimenticato di dire che la vite, non so di preciso come si chiami, non di nome eh, produce un'ottima uva americana, buccia consistente ma molto profumata e dolcissima. Nell'autunno del '75 il nostro Begnamo decise di tagliare la vite, detto e fatto; la primavera successiva, all'arrivo dei nostri trovarono la casa nuda e il prato pieno di legna secca ammonticchiata alla belle e meglio. Ora si deve sapere che mio suocero aveva tra i tanti hobby quello di raccogliere tutti i pezzetti di legno, soprattutto nodi, che si prestassero a fare da soprammobile come supporto ad un termometro, ad un portafoto ecc.; quindi raccoglieva pezzi piccoli o li riduceva tali, quando ce lo vedeva, con una sgorbia lo scavava e ne faceva un minivasetto per una cipolletta di ciclamino di montagna; sottolineo che erano veramente mini e di terra ne contenevano meno di un pugno.
Non gli sembrò quindi vero trovare tutta quella materia prima a disposizione; dopo una proficua girata a funghi e un pisolino si metteva su uno sgabello et voilà! In una delle mie puntate a trovare la famigliola, mia moglie mi diede appunto uno di questi pezzetti di legno, sarà stato lungo una ventina di centimetri, alto lo spessore del tronco di vite, cioè sette/otto cm e che si diramava permettendogli si stare ben appoggiato. Tronco ben lisciato dalle sgorbie e forse altro, lucido e in mezzo spuntava un bel fiore di ciclamino di montagna, oggi specie protetta. Ebbene lo portai a casa e lo posai sopra lo scolatoio della cucina, così che prima di assentarmi lo potevo ben annegare per farlo resistere almeno umido per tre giorni. Dopo una ventina di giorni, max un mese non ricordo, innaffiandolo un Lunedì sera dopo il fine settimana di assenza notai delle foglioline strane spuntare in mezzo ai vigorosi ciclamini, sembravano foglie di vite; alla prima occasione chiesi al mastro geppetto: per caso ha usato un legno di vite? Perché non vorrei sbagliare ma sta germogliando una vite. Non sto a raccontarvi gli sberleffi e le accuse di non capire un tubo che dovetti sorbirmi: ma figurati se quella è una vite, tu cittadino non hai mai visto la montagna. Eppure, quella era una vite. Infatti con il ritorno di Settembre, meraviglie su meraviglie, c'erano ormai 3/4 foglioline di vite. Dichiarai subito, se resiste ancora un mese interro il tutto e ciccia al vostro vasetto.
La interrai ed eccola qui; il primo anno non fece ovviamente niente ma poi tutti gli anni, magari poca roba abbiamo sempre mangiato qualche chicco. Diciamo che ha resistito malgrado i miei scempi primaverili di potatura. Solo una volta è successo di raccogliere più di una ventina di grappoletti; questo è un anno eccezionale, a dire il vero credo che anche se l'avesse potata/curata mia nipote sarebbe stato eccezionale, è un anno che la frutta sembra crescere da sola, meno che per gli ortolani. Vado a precisare: i grappoli sono di dimensioni abbastanza ridotte, d'altra parte, come dire: poverina!!! E tutto malgrado di terra nel vaso ce ne sia poco più che l'odore; d'altra parte non oso cambiargli il vaso, sia per paura di danneggiarla sia perché su un balcone, un vaso troppo grande mi andrebbe a visitare il piano di sotto. Aggiungo che ho provato ad interrare tre legnetti di potatura, sembrava che almeno due avessero attecchito e invece... riproverò; non vorrei non poter proseguire la stirpe. © Copyright Gi, luglio 2004 |
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